RICONOSCIMENTO AL TEMA DEL MESE DI AGOSTO 2026 VA AL CLEMM DI SEGARIU 1
AGOSTO 2026 (117°) CC Giuseppe, VCC Stefano, SC Laura, PO Dianella, PO Efisio, PO Antonella, PO Stefania.
CLEMM cv SEGARIU 1, (Su) Sardegna.
SALOTTO con FOTO del 30/08/2026 svolto in casa dello scrivente con Laura e Stefano in presenza essendo qui in Sardegna per un breve periodo di vacanza. Gli altri assenti in foto per motivi vari.
Da precisare che Stefano è appena rientrato in Italia da una missione in Africa, ecco l’assenza di questi sette mesi.
Presenti in foto: 4/7.
TEMA DEL MESE: Caso Roggero! Cosa ci dice il Buon Senso?
Il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori dopo l’assalto al suo negozio, ha riacceso un dibattito antico e doloroso: fino a che punto è lecito reagire alla violenza? E soprattutto, cosa ci dice il buon senso su una società che sembra lasciare sempre più persone sole di fronte alla paura e all’impotenza?
Viviamo da anni con la sensazione di essere alla mercé di chi è più forte: da un lato chi delinque senza freni, dall’altro poteri che spesso sembrano più attenti a logiche di forza che a costruire vera sicurezza e giustizia.
In questo clima, molti reagiscono con istinto e paura piuttosto che con saggezza.
Il caso Roggero non è solo una questione di legittima difesa o di eccesso, è lo specchio di un disagio molto più ampio.
Le azioni violente “siano esse quelle di chi aggredisce o quelle di chi reagisce in modo sproporzionato” nascono spesso da un mix di fattori: senso di abbandono, mancanza di fiducia nelle istituzioni, precarietà, rabbia accumulata e, a volte, una cultura che valorizza poco la responsabilità e il rispetto della vita.
Il buon senso ci dice almeno tre cose.
Primo: nessuno dovrebbe mai trovarsi nella condizione di dover difendere da solo la propria vita e la propria famiglia. La sicurezza è un dovere primario dello Stato.
Secondo: la violenza genera violenza. Reagire uccidendo, anche in situazioni di terrore, rischia di trasformare la vittima in carnefice e di alimentare un circolo vizioso.
Terzo: le soluzioni vere non passano solo dalla repressione o dall’autodifesa armata, ma da prevenzione, giustizia certa e rapida, recupero sociale e una cultura che rimetta al centro la dignità di ogni persona.
Il buon senso non chiede di giustificare la violenza, né di abbandonare chi subisce. Chiede di guardare più in profondità.
Finché non riusciremo a costruire un sistema in cui le persone si sentano realmente protette e in cui la giustizia sia percepita come equa e presente, casi come quello di Roggero continueranno a dividere e a ferire.
La vera sfida è passare dalla reazione istintiva alla responsabilità collettiva: più sicurezza reale, più prevenzione, più cultura del rispetto. Solo così potremo spezzare il circolo della paura e della rabbia.
P.S. Il tema è stato realizza anche grazie all’aiuto dell’I.A. Grok 3 beta.


