“Questa è la storia di un’insegnante che prese un pesce dall’acquario, lo mise sul tavolo davanti alla classe e poi lasciò l’aula con il messaggio che nessuno poteva muoversi dal proprio posto.

Chiunque si sarebbe opposto, sarebbe stato espulso immediatamente dalla scuola.

Nessuno dei bambini si mosse e tutti guardarono il pesce lottare. Nessuno osò alzarsi per evitare di finire nei guai, ma alla fine una ragazza balzò in piedi, corse verso il pesce e lo rimise nella vasca.

Fu l’unica che si rifiutò di guardare il pesce morire.

Quando l’insegnante ritornò, spiegò alla classe che quella era stata una lezione: la lezione riguardava il fatto che la paura di finire nei guai non dovrebbe mai impedirci di fare la cosa giusta;

che a volte è necessario sfidare l’autorità e il pensiero di gruppo semplicemente perché è la cosa giusta da fare.”

Quando sposi una giusta causa, allora tutto l’Universo lavora insieme a noi.

E capisci di sposare una giusta causa quando i falsi amici ti volteranno le spalle.

Quando avrai accanto chi ti resta per lottare insieme a te.

E saranno in molti a dirti di no.

Proveranno a farti sentire scomodo, inadeguato.

Proveranno a sporcarti, a farti sentire inutile.

Proveranno a zittirti perché hanno paura e perché si è sempre fatto così.

Proveranno a sminuirti, ma se ascolti bene capirai che le loro parole sono vuote. Come il loro cuore.

E allora non ti resta che fare la cosa migliore da fare: non smettere di imparare e continuare a lottare e fare la cosa giusta!

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