Tema a cui va il riconoscimento del Tema del Mese di Settembre 2025.
Tema: La riduzione della giornata lavorativa a 4 ore è molto importante. A cura dell’Economista Prof. Antonino Galloni.
L’idea che si dovrebbe “lavorare per vivere” e non “vivere per lavorare” è molto diffusa con il fine di garantire serenità e soddisfazione, sia per l’individuo che per la famiglia. Questa filosofia implica che il lavoro debba essere uno strumento per raggiungere una vita appagante, e non il fine stesso, mettendo in primo piano il tempo da dedicare alle relazioni, al benessere e alle passioni, il successo.
Oggi, invece, il vero successo sembra avere un altro volto: quello della libertà. Viviamo in un’epoca in cui l’accesso alle informazioni ci ha permesso di vedere alternative. Sappiamo che esistono modalità diverse di vivere e lavorare, che possiamo costruire una carriera senza sacrificare la nostra identità. Un esempio che ci suggerisce il nostro Grande Economista Prof. Antonino Galloni all’interno del nostro progetto COEMM: Lavorare 4 ore al giorno per 5 giorni la settimana a parità di stipendio, questo nuovo paradigma non è una minaccia, è un’opportunità gigantesca. Le aziende che lo abbracciano diventano magneti per i talenti e aumentano la loro competitività. Le persone che scelgono il proprio benessere ridefiniscono il concetto di successo. E la società nel suo insieme ne esce più forte.
Se vi siete mai chiesti se la vita è solo una continua fatica fino alla fine, o se c’è qualcosa di più da trovare nella lotta stessa, il tema di questo mese ci da qualcosa a cui pensare.
Lavoro 40 ore a settimana solo per pagare le bollette e sono esausto. Non ho tempo di pensare al significato, solo alla sopravvivenza. Lavorare di meno (più tempo libero) porterebbe più appagamento? Le cose erano più semplici in passato, o è così che è sempre stata la vita? Cosa rende la fatica quotidiana della vita degna di essere vissuta quando si torna a casa esausti?
Queste sono delle domande con cui molti di noi lottano, che lo ammettiamo o no. La vita spesso sembra un ciclo infinito di lavoro, obblighi e sopravvivenza. È facile chiedersi se le cose fossero una volta più semplici, se abbiamo perso qualcosa di essenziale lungo il cammino, o se questa lotta fa semplicemente parte della condizione umana.
La vita moderna non ha inventato la sofferenza, l’ha solo rimodellata. Nella preistoria, la fatica quotidiana era la sopravvivenza nella sua forma più cruda: caccia, raccolta, difesa della tua dimora da minacce con denti e artigli e persone che ti assomigliavano che volevano il tuo cibo.
Oggi, le minacce sono meno evidenti ma altrettanto implacabili: affitto, debiti, turni infiniti sotto luci fluorescenti e la sensazione lacerante che il tuo tempo (la tua vita) non sia veramente tuo. L’ideale di società? Un mondo in cui le persone hanno più tempo per sé, per la famiglia e per la crescita personale è un mondo più sostenibile e umano, più equilibrato e più felice. Più tempo per vivere davvero, meno per sopravvivere. Un mondo in cui il lavoro non soffoca la vita è un mondo con meno malattie da stress, più creatività e maggiore benessere collettivo. Il futuro del lavoro può migliorare anche la qualità della vita di tutti. migliora la salute mentale e favorisce una cultura in cui il benessere conta tanto quanto il successo economico.
La vita ha sempre richiesto sforzo, per sua natura. L’unica cosa che è cambiata è la forma di quello sforzo.
Una volta, la sopravvivenza significava spezzarsi la schiena nei campi per il pasto quotidiano o combattere contro i predoni o gli animali selvatici. Ora significa navigare in un sistema economico che misura la sopravvivenza in ore lavorate e numeri su un foglio di calcolo per numeri su uno stipendio. Ora, clicchi una tastiera, arriva lo stipendio e arriva il cibo. Lo scopo è ancora lì.
Quindi la domanda non è perché lavoro così tanto? È a cosa sto lavorando. Il problema non è che la vita richiede sforzo, Il problema è quanto lo sforzo sembra inutile.
CLEMM Oschiri 1 (SS)
CC Ciriaco Fadda
Per il mese di settembre 2025, la scelta della Squadra Nazionale Temi CLEMM, Capitanata da Annalisa Maccioni, ha scelto il tema di CLEMM OSCHIRI 1 (SS).


