Premio al tema di luglio 2025!
Sono a ringraziare tutti Voi dei CLEMM, e la Squadra messa su da Annalisa Maccioni per monitorare e selezionare i temi del Mese, ai quali aggiudicare i 5.500 GT PASS*, perché ciò dimostra il grande lavoro pedagogico che stiamo portando avanti dal 2015.
Il riconoscimento al tema di luglio 2025, il Capitano CLEMM Annalisa Maccioni, lo evidenzia nello scritto che segue…
Maurizio Sarlo
@Presidente COEMM
A cura di Annalisa Maccioni
Partendo dalla semplice domanda ” l’ abbigliamento, specie nei mesi più caldi, può diventare un pericolo? “, anche nel mese di luglio, i clemm sono riusciti a stupire per le numerose riflessioni per nulla futili e banali.
Connessioni infinite che, dall’abbigliamento, riconducono all’essere umano, ai suoi valori, alla sua storia, alle sue fragilità , al suo modo di “comunicare”, ecc. ecc..
Riflessioni in cui è chiaro a tutti quanto sia importante l’uso delle fibre naturali per la salute ma quanto il loro acquisto sia impedito dalla difficoltà economiche.
L’abbigliamento viene descritto molto più che semplice tessuto che copre il corpo…..ma, come ha saputo sapientemente descrivere il clemm di Montegiorgio 1 e tanti altri, è una potente forma di espressione di sé e di comunicazione.
Nei diversi salotti si è fatto spesso riferimento al moto “l’abito non fa il monaco” ben argomentandone il significato. Ma si presenta un’ acuta osservazione da parte del clemm di Trieste 56 che indica come, invece, il modo e il portamento di una persona fanno l’abito. Ovvero il medesimo abito, se vi è un signorile portamento, può apparire, e far apparire la persona, in un modo del tutto differente.
Navigando tra i temi ci “ritroviamo” poi nel clemm di Laglio 1 che poeticamente ci ha accompagnato nel passato, descrivendo amabilmente il contenuto di un armadio in una vecchia casa calabrese e i modi/rituali della gente del paese.
Dalla sua descrizione ci par di vedere quegli armadi che custodivano abiti e scarpe con religioso rispetto. Ci par di incontrare quelle persone, nelle strade e nelle chiese, che con il loro abbigliamento e comportamento esternavano altrettanto religioso rispetto.
Un tema che con l’ausilio della parola “eccesso” ci ha riproiettato, quasi prepotentemente, nel presente con ritmi e usi decisamente opposti.
Riconoscendo, il grande valore a tutti i temi dei clemm d’Italia, per il mese di luglio il premio và al clemm di Laglio 1 nel cui tema, carico anch’esso di grandi messaggi, si può rimanere ammaliati.
Clemm Laglio 1
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Clemm Laglio 1
Salotto del 24/07/2025
Presenti 8 /10
Tema: l’abbigliamento che una persona indossa, specie nei mesi più caldi, può diventare un pericolo?
Quando leggo la trama del tema del mese, capita a volte che la mia mente riapre prepotentemente alcuni cassetti dei ricordi come in questo caso.
Mi riportano alla mia infanzia, alle vacanze ai miei nonni e alla mia terra: la Calabria.
Ricordo ancora quel piccolo armadio a un’ anta ricoperta da un grande specchio macchiato dal tempo che passava, una piccola maniglia di ferro decorato serviva per aprirlo.
Sul lato sinistro 2 vestiti di mio nonno, sul lato destro 2 vestiti di mia nonna.
Il primo abito avvolto da un leggero panno bianco per preservarlo dalla polvere era l’abito delle grandi occasioni come il primo di mia nonna.
Il secondo era quello della domenica e delle feste rigorosamente coperti anche loro per preservarne la duratura, sul fondo dell’armadio c’erano sparsi qua e la sacchettini cuciti dalla nonna pieni di palline bianche di naftalina, allora non sapevo a cosa servissero, sapevo solo che non potevo toccarlo, e che dovevo tappare il naso prima di aprire l’anta.
Eccola, la nostalgia si prende anima e corpo e gli odori si fanno più concreti come quello della”croma” ( lucido per scarpe) racchiusa in un piccolo contenitore di alluminio, dove la nonna con una piccola spazzola picchiettava per poi metterlo sulla scarpa con cura lasciandola asciugare, per poi strofinarla con un panno di lana in un secondo tempo, fino a lucidarle a specchio, trattate e conservate come una reliquia, anche loro avevano un posto d’onore in quel piccolo armadio.
I vestiti della domenica mio e di mia sorella, erano messi nell’armadio di nostra bisnonna, con lo stesso rito, unica differenza il colore, era nero già da tempo, rimasta vedova del bisnonno a soli 28 anni e con 2 figli.
Era lei che ci preparava la domenica per andare a messa, il nostro scamiciato colorato e il golfino di cotone bianco che ci obbligava a portarlo prima in mano per poi metterlo prima di entrare in chiesa, spiegandoci che non potevamo entrare sbracciate per rispetto al luogo sacro.
Tutti gli uomini avevano il cappello, compreso mio nonno che toglievano dalla testa sulla soglia della chiesa, al contrario le donne non avevano nulla in testa, entrate dal portone mettevano un foulard, mentre le più anziane e le vedove il foulard lo avevano sempre anche in casa in segno di rispetto per i loro defunti, mentre gli uomini portavano una striscia di tessuto nero sulla manica della giacca oppure un bottone nero di tessuto sul collo della stessa.
Ricordo ancora il saluto di quando ci si incrociava con altre persone, gli uomini toglievano il cappello in segno di rispetto per il lutto portato.
Sono passati 55 anni da questi ricordi, in cui s’è parlato di famiglia, di rispetto per le cose, per i luoghi per le persone, il grande pudore portato con onore attraverso non solo nei sentimenti ma anche attraverso i loro abiti che rappresentavano la vita passo passo.
Cosa trasmette un abito?
Ci parla di cultura, di radici, di legami, di rispetto, di consapevolezza, di vergogna, di tempo, di moda, di ricchezza, di povertà, di classe, di volgarita’ di …..eccesso, di tutto e di niente se non legato al pudore di noi stessi, al rispetto di noi stessi e degli altri.
E’ la parola “eccesso” il comune denominatore tra passato e presente?
L’eccesso di una volta forse era basato sulla morale dell’individuo, della propria spiritualità a cui affidavano le loro vite, da vecchi pregiudizi sul bene e sul male, sull’importanza dei valori da tramandare alle nuove generazioni.
Se è vero che l’insegnamento della morale ha lo scopo preciso di consigliare un comportamento corretto l’eccesso di oggi a cosa è dovuto: all’abuso della solita parola che è libertà?
Questa libertà che non ci fa avere più confini, che ci fa credere che possiamo tutto, che ha spazzato via qualsiasi valore e pregiudizi su luoghi e comportamento, questa libertà che ha creato i ” branchi umani”.
Che crea adolescenti disconnessi dalla realtà e sempre più immersi in videogiochi violenti e ossessivi verso la morte e il male.
Questa libertà che ha reso famiglie e scuole più permessivi togliendo anche le più banali regole comportamentali di rispetto.
Questo eccesso che fa si che ci vogliano regole comunali anche per gli adulti, ci fa’ capire che da tempo abbiamo perso la morale, il buon senso e la buona educazione, che serve una multa per farcelo ricordare!!!
Il pericolo ormai non è più estivo nello svestirsi, le giovani e meno giovani, mentre, bruciate dall’alcol e dalle droghe agiscono nel male 365 giorni all’anno.
Il disagio psicologo causato dal giudizio sociale ci accompagna dalla nostra nascita, per dove siamo nati, per la zona in cui viviamo, per gli studi, per il lavoro che facciamo, quello che mi preoccupa di meno è per come ci vestiamo che è una conseguenza di tutti gli altri disagi.
Forse quel piccolo armadio non racchiudeva il bene materiale rappresentato da 2 vestiti e un paio di scarpe.
L’odore della naftalina e della croma per le scarpe adesso e solo adesso mi rappresentano il sacrificio di ore di lavoro come contadini per il loro acquisto e per la loro conservazione ma non per lo status sociale, semplicemente per il rispetto di loro stessi e per gli altri, perché la parola rispetto racchiude la dignità e la stima delle persone che prima di giudicare sa ascoltare e che la stretta di mano e il vestito delle grandi occasioni erano sufficenti per pattuire altri grandi valori: fiducia, sicurezza e serenità .
Le soluzioni?
Un nuovo umanesimo, una politica che dia importanza ai valori, all’essere umano non come numero o statistica ma come talento indispensabile alla collettività, una società che non denigra per il titolo di studio ma che esalti ogni essere umano qualsiasi siano le proprie attitudini perché in questo mondo tutti possiamo diventare…..indispensabili!!!!
*vedi Regolamento sul sito www.coemm.org


