
Approfondimento sul Punto 11 del Programma Mondo Migliore
11. Abolizione degli Ordini Professionali
Basta obblighi di appartenenza a ordini: i professionisti rispondano solo allo Stato e alle sue leggi democratiche. Libertà e responsabilità per chi lavora, senza intermediazioni inutili.

Il Programma Mondo Migliore (PMM), ideato da Maurizio Sarlo e promosso dal Comitato Organizzatore Etico per un Mondo Migliore (COEMM), dai Comitati Locali Etici Mondo Migliore (CLEMM) e dal Partito Valore Umano (PVU), si propone di rivoluzionare la società attraverso un cambio di paradigma economico, sociale e finanziario. Tra i suoi 11 punti programmatici, l’undicesimo si concentra sull’abolizione degli ordini professionali, con l’obiettivo di eliminare gli obblighi di appartenenza a queste strutture, rendendo i professionisti direttamente responsabili verso lo Stato e le sue leggi democratiche, in un’ottica di libertà e responsabilità senza intermediazioni inutili.
Basta Obblighi di Appartenenza agli Ordini
Il PMM propone una riforma radicale del sistema degli ordini professionali, come quelli di medici, avvocati, ingegneri o architetti, abolendo l’obbligo di iscrizione per esercitare la professione. Secondo il programma, questi ordini spesso rappresentano un ostacolo per i professionisti, imponendo regole burocratiche, costi di iscrizione e vincoli che limitano la libertà individuale. L’abolizione di tali obblighi mira a semplificare l’accesso alle professioni, garantendo che chiunque abbia le competenze necessarie possa lavorare senza dover sottostare a strutture intermedie che, secondo il PMM, non sempre agiscono nell’interesse dei professionisti o della collettività.

Responsabilità Diretta verso lo Stato e le Leggi Democratiche
Con l’abolizione degli ordini, i professionisti risponderanno direttamente allo Stato e alle sue leggi democratiche. Questo significa che ogni lavoratore sarà chiamato a rispettare standard etici e professionali stabiliti da normative chiare e trasparenti, senza la mediazione di enti terzi. Il PMM sottolinea che questa responsabilità diretta non solo aumenta la libertà individuale, ma rafforza anche il senso di responsabilità: i professionisti saranno valutati in base alla qualità del loro lavoro e al rispetto delle leggi, in un sistema che premia il merito e la competenza, piuttosto che l’appartenenza a un ordine.

Libertà e Responsabilità senza Intermediazioni Inutili
Un aspetto centrale del Punto 11 è la promozione di un modello di lavoro basato su libertà e responsabilità. Eliminando le intermediazioni degli ordini professionali, definiti dal PMM come “inutili” in molti casi, i professionisti potranno operare in modo più autonomo, senza vincoli burocratici che spesso rallentano il loro lavoro. Questo approccio non significa deregulation totale: il programma prevede che lo Stato mantenga un ruolo di supervisione, garantendo che i professionisti operino nel rispetto delle leggi e dei principi etici, ma senza la necessità di strutture intermedie che complichino il rapporto tra il lavoratore e la collettività.
Un Sistema più Equo e Accessibile
L’abolizione degli ordini professionali risponde anche all’esigenza di rendere le professioni più accessibili, specialmente per i giovani e per chi proviene da contesti svantaggiati. Rimuovendo barriere come quote di iscrizione o requisiti non strettamente legati alla competenza, il PMM intende favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, promuovendo una competizione basata sul merito e non su privilegi o appartenenze. Questo cambiamento si inserisce nella visione più ampia del programma di ridurre le disuguaglianze e garantire a tutti pari opportunità di realizzazione personale e professionale.
Verso un Nuovo Umanesimo del Lavoro
La riforma proposta dal PMM per gli ordini professionali riflette il suo obiettivo di costruire un “Nuovo Umanesimo” in cui l’Essere Umano sia al centro di ogni sistema. Dare ai professionisti libertà e responsabilità diretta significa riconoscere il loro valore come individui e come membri della collettività, senza filtri o strutture che ne limitino il potenziale. In questa visione, il lavoro diventa un’espressione di talento e impegno al servizio del bene comune, in un sistema che premia chi opera con etica e competenza, contribuendo a una società più giusta, prospera e coesa.
Staff Blog Mondo Migliore

