Approfondimento sul Punto 5 del Programma Mondo Migliore: Negoziazione con le Lobby

Il Programma Mondo Migliore (PMM), ideato da Maurizio Sarlo e promosso attraverso il Comitato Organizzatore Etico per un Mondo Migliore (COEMM), i Comitati Locali Etici Mondo Migliore (CLEMM) e il Partito Valore Umano (PVU), rappresenta una visione rivoluzionaria per il futuro dell’Italia e del mondo. Tra gli 11 punti chiave del programma, il punto 5 affronta un tema cruciale per il recupero della sovranità economica e il benessere collettivo: la negoziazione con le lobby che controllano infrastrutture e servizi strategici.

Punto 5: Negoziazione con le Lobby – Un Approccio Strategico ed Etico

Il controllo di infrastrutture e servizi strategici—come trasporti, energia, sanità e telecomunicazioni—da parte di lobby private è una delle principali cause delle disuguaglianze economiche e sociali, secondo il PMM. Questi settori, fondamentali per la vita di ogni cittadino, sono stati spesso privatizzati, trasformando beni comuni in fonti di profitto per pochi, mentre lo Stato e i cittadini si trovano a pagarne i costi, sia in termini economici che di accesso ai servizi. Il punto 5 del programma, come riportato nel documento ufficiale del PMM,

propone una soluzione innovativa: una negoziazione intelligente e propositiva con queste lobby, finalizzata a riportare tali risorse al servizio della collettività.

La Strategia del PMM: Offrire di Più, con un Piano Condiviso

L’approccio del PMM è pragmatico e costruttivo. Invece di opporsi frontalmente alle lobby, il programma suggerisce di avviare una negoziazione in cui lo Stato offra alle lobby più di quanto esse stesse chiedano per cedere il controllo di infrastrutture e servizi strategici. Come specificato nel documento, “se vogliono 100 per disfarsi del giocattolo, gli si potrebbe dare anche 110”. Tuttavia, questa offerta non è un semplice compromesso economico: è subordinata a un piano strategico condiviso che definisca chiaramente come le lobby utilizzeranno i fondi ricevuti (i “110” offerti), garantendo che tali risorse siano reinvestite in progetti a beneficio della collettività.

Questo piano condiviso implica che le lobby, una volta ricevuto il compenso, si impegnino a collaborare con lo Stato in modo trasparente, sotto la supervisione di organismi etici come quelli promossi dal COEMM e dai CLEMM. L’obiettivo è trasformare queste infrastrutture in strumenti per un’economia etica e circolare, dove i benefici siano equamente distribuiti tra tutti i cittadini, in linea con i principi del PMM di libertà, serenità e prosperità .

Un Cambio di Paradigma: Dal Profitto al Bene Comune

L’approccio del PMM si inserisce nella sua visione più ampia di un “Paradiso in Terra”, dove ogni persona possa vivere in equilibrio e dignità . Le lobby, spesso criticate per il loro ruolo nel perpetuare disuguaglianze, non vengono demonizzate, ma coinvolte in un dialogo costruttivo. Questo è un punto di forza del programma: invece di alimentare conflitti, il PMM cerca di trasformare i rapporti di potere in collaborazioni etiche. L’idea è che, attraverso una negoziazione ben strutturata, anche le lobby possano trovare un vantaggio nel contribuire al bene comune, mantenendo un ruolo economico ma senza più monopolizzare risorse essenziali.

Il PMM sottolinea l’importanza di un cambio di paradigma economico, sociale e finanziario, e la negoziazione con le lobby è un passo concreto verso questo obiettivo. Ad esempio, il programma propone l’introduzione della StatoNota , una moneta sovrana parallela all’euro, emessa a credito per finanziare infrastrutture e servizi strategici. Questo strumento potrebbe fornire le risorse necessarie per compensare le lobby durante la negoziazione, garantendo che lo Stato non si indebiti ulteriormente e che i fondi siano utilizzati per il bene comune .

Applicazione Pratica: Trasporti, Sanità ed Energia

Pensiamo a un esempio concreto nel settore dei trasporti, un’area strategica spesso menzionata dal PMM. In Italia, molte ferrovie e autostrade sono gestite da privati che impongono tariffe elevate, spesso a scapito dell’efficienza e dell’accessibilità. Il PMM propone una negoziazione con queste realtà, offrendo un compenso superiore alle loro richieste, ma con la condizione che tali infrastrutture tornino sotto il controllo pubblico e siano gestite secondo principi etici. I fondi ricevuti dalle lobby potrebbero essere reinvestiti in progetti come il miglioramento delle linee ferroviarie, l’espansione di trasporti pubblici gratuiti o la transizione verso mezzi di trasporto sostenibili, come treni alimentati da energie rinnovabili.

Un altro esempio potrebbe riguardare il settore energetico. Le lobby che controllano la produzione e distribuzione di energia potrebbero essere compensate per cedere il controllo, ma il piano condiviso imporrebbe loro di investire in energie rinnovabili, come impianti eolici o solari, che garantiscano energia pulita e accessibile a tutti i cittadini. Questo approccio non solo riporta le risorse strategiche al servizio della collettività, ma promuove anche un modello di sviluppo sostenibile, in linea con l’idea di un “Nuovo Umanesimo” che metta al centro l’equilibrio con il pianeta .

Sfide e Prospettive: Coinvolgere la Collettività

Un elemento chiave del PMM è il coinvolgimento attivo della popolazione. Il COEMM e i CLEMM sparsi in tutta Italia, lavorano per creare una rete di cittadini informati e attivi, capaci di sostenere e monitorare iniziative come la negoziazione con le lobby. La trasparenza è fondamentale: il piano condiviso con le lobby dovrebbe essere pubblico e supervisionato da piattaforme accessibili ai cittadini, come quella proposta per il controllo della StatoNota . Questo garantisce che le risorse non vengano deviate e che i benefici raggiungano davvero la collettività.

Tuttavia, la negoziazione con le lobby presenta anche delle sfide. Le lobby potrebbero resistere al cambiamento, temendo una perdita di potere, o potrebbero non rispettare i piani condivisi. Per questo, il PMM insiste sull’importanza di un’educazione sociale che formi i cittadini sull’equilibrio tra costi e benefici , e sull’attivazione di organismi come l’Agenzia di Rating Nazionale per monitorare l’impatto economico delle negoziazioni e garantire che i fondi siano utilizzati in modo etico.

Conclusione: Verso un Futuro di Cooperazione Etica

Il punto 5 del Programma Mondo Migliore rappresenta una proposta audace e innovativa per affrontare una delle questioni più complesse del nostro tempo: il controllo delle lobby su infrastrutture e servizi strategici. Attraverso una negoziazione intelligente e propositiva, il PMM non solo mira a riportare queste risorse al servizio della collettività, ma cerca anche di trasformare le lobby in partner per un cambiamento etico e solidale. Questo approccio riflette i valori fondamentali del PMM—libertà, serenità e prosperità—e si inserisce nella sua visione di un “Nuovo Umanesimo” che metta al centro il valore umano e il bene comune.

L’Alba di una nuova ERA…- Partito Valore Umano

Staff Blog Mondo Migliore


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