Oggi, 8 marzo 2025, mentre il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna, mi fermo a riflettere su un sogno che porto nel cuore da oltre nove anni: un mondo in cui ogni persona, donna o uomo, possa vivere con dignità. È un sogno che ho abbracciato sostenendo il Progetto COEMM (Comitato Organizzatore Etico per un Mondo Migliore), un’idea visionaria che dal 2010 si batte per abbattere la povertà e costruire una prosperità solidale, partendo dall’Italia per irradiarsi ovunque.
Le donne: pilastri di un’umanità migliore
Le donne sono da sempre il motore silenzioso del cambiamento. Sono madri, sorelle, figlie, lavoratrici, sognatrici. Eppure, ancora oggi, troppe di loro vedono negata la propria dignità: costrette a scegliere tra sopravvivere e vivere, a lottare contro disuguaglianze che non dovrebbero esistere. Nel mio cammino con il COEMM ho imparato che la dignità non è un privilegio, ma un diritto universale, un seme che germoglia solo quando tutti – e sottolineo tutti – hanno la possibilità di fiorire.

Pensiamo alle bambine che sognano un futuro senza paura, alle donne che si rialzano dopo ogni caduta, a quelle che, in silenzio, tengono unite famiglie e comunità. Il Progetto COEMM mi ha insegnato che non possiamo parlare di “mondo migliore” se lasciamo indietro anche solo una di loro. La loro forza è la nostra forza, e il loro diritto alla dignità è il fondamento su cui costruire una società più giusta.

Il Diritto di Dignità Universale: un sogno concreto
Il COEMM propone un cambio di paradigma: passare da un’economia di debito a una di credito, da un “io” egoistico a un “noi” solidale. È un’idea che affonda le sue radici in filosofie antiche, come quella di Aristotele sulla “medietà”, e in riflessioni moderne, come l’enciclica “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI. Ma soprattutto, è un’idea che vive nelle storie di chi, come me, ha scelto di crederci e di agire.
Un impegno personale per un futuro condiviso
In questi nove anni ho visto il Progetto COEMM crescere, evolversi, affrontare sfide. Ho partecipato a salotti solidali, ho ascoltato voci diverse, ho contribuito a diffondere un messaggio di speranza. E oggi, in onore delle donne, voglio rinnovare il mio impegno: un mondo migliore non è solo possibile, è necessario. Non possiamo più accettare che la dignità sia un lusso per pochi, quando dovrebbe essere il pane quotidiano di tutti.
Alle donne di ogni età, cultura e storia voglio dire: siete il cuore di questo cambiamento. Il vostro coraggio, la vostra resilienza, la vostra capacità di amare e costruire sono la prova che un’etica più avanzata può davvero trasformare il mondo. E a tutti noi, sostenitori del COEMM e non, lancio un invito: uniamoci per fare della dignità non solo un diritto scritto, ma una realtà vissuta.
Concludendo con il cuore
Oggi, 8 marzo, celebriamo le donne, ma anche l’umanità intera. Perché un mondo migliore nasce quando nessuno viene lasciato indietro. Dopo nove anni di cammino con il COEMM, sono più convinta che mai: la dignità è il filo che ci unisce, e le donne sono le tessitrici di questo grande arazzo. Continuiamo a sognare, a lottare, a costruire. Insieme.

Concludo con una frase del caro Maurizio Sarlo dedicata alle Donne del Progetto COEMM ( e non solo):
“Siete l’Emblema della Vita”.

Grazie di cuore a Maurizio Sarlo per averci dato una visione diversa del mondo femminile come visto nel Mondo Migliore, dove la Donna viene innalzata, rispettata, valorizzata, AMATA. Essenza di Vita.
-Paola Marcato

